Official opening: 4 ottobre 2017

mappe
ARTE

Arte visiva e installazioni | a cura di Zeit

Confini | Piano Nobile

Orari di apertura
da mercoledì a venerdì dalle 17.00 a mezzanotte
sabato 16 giugno dalle 11.00 a mezzanotte
ultimo ingresso ore 23.30

Nella mostra Mappe. Sguardi sui confini, curata da Maria Paola Zedda e organizzata dall’associazione Zeit, margini, attraversamenti, percorsi, barriere sono letti secondo inediti tracciati dallo sguardo di artisti che vivono il tema della riscrittura delle soglie dei loro Paesi come testimonianza della violenza e della drammaticità della nostra epoca.

Il percorso espositivo è sviluppato in quattro sale, una per ogni area geografica individuata, precedute da un Prologo dove il tema del confine e del suo superamento è sviluppato in modo iconico dall’opera e dell’azione degli artisti.

I quattro focus sono introdotti da Irwin che, con i performer Gledališče Sester Scipion Nasice e il gruppo musicale Laibach e con il dipartimento di design Novi Kolektivizem, costituisce L’NSK, acronimo di Neue Slowenische Kunst, collettivo formatosi in Slovenia nel 1984 con lo scopo di riflettere attraverso una iconografia che rimanda a quella delle grandi dittature del Novecento, sull’ambivalente rapporto dialettico tra l’eredità delle avanguardie storiche e i successivi regimi totalitari. Il collettivo apre per la prima volta a Milano il Consolato di NSK dove sarà possibile richiedere il passaporto NSK State in Time dello Stato utopico e distopico fondato dal movimento NSK nel 1992. Come già avvenuto a Mosca nel 1992, al MoMA di New York nel 2012, alla Biennale di Venezia nel 2017 sarà attivo nella mostra un ufficio passaporti, aperto dal 13 al 15 giugno dalle ore 17.00 alle 01.00, sabato 16 giugno dalle 11.00 alle 02.00.


I visitatori possono acquisire una nuova cittadinanza che si aggiunge e travalica quella dello Stato nazionale ispirata ai principi costituenti di NSK State in Time: il movimento nomadico e il collettivismo assoluto, che si rifanno ai valori dell’uguaglianza etnica, nazionale, sessuale, religiosa e alla critica ai confini dello Stato Nazionale. Il passaporto rappresenta un passe-partout per accedere e osservare la mostra, una lente, una bussola per orientarsi tra i confini.

Il Prologo è affidato inoltre ad Andreco, artista di formazione scientifica che, attraverso un percorso che abbraccia le due ricerche, analizza il rapporto tra spazio urbano e paesaggio naturale. Andreco presenta le due opere Between Nations – vincitore del Talent Prize 2017 Premio Speciale Fondazione Terzo Pilastro – e One and Only, video documento del lavoro performativo e installativo realizzato al confine tra Italia e Austria.

In un itinerario da Oriente a Occidente la mostra comincia in l’Iran con l’opera The space in between all physical objects dell’artista Simin Keramati, iraniana attualmente residente in Canada, che riflette, attraverso il corpo femminile e la sua condizione di esule, sulla diaspora che vede protagoniste le sponde Sud ed Est del Mediterraneo.


Tra gli artisti più rappresentativi della Turchia contemporanea, Halil Altindere esplora i codici politici, culturali e sociali, focalizzandosi sulla rappresentazione della marginalizzazione e della resistenza ai sistemi oppressivi. Le subculture, il superamento delle divisioni di genere, la riscrittura dei confini urbani e transnazionali sono indagate attraverso opere video che giocano con il linguaggio del videoclip musicale in modo ironico e politico, rendendo straordinario, epico e corale l’ordinario del terzo millennio.


L’Ucraina è filtrata dallo sguardo complementare di Martin Kollar e Anna Zvyagintseva, con una riflessione sui sistemi repressivi del Paese.
Martin Kollar utilizza l’obiettivo fotografico per osservare il sistema delle prigioni ucraine; Anna Zvyagintseva, con una visione simbolica, restituisce la contraddizione tra libertà e prigionia, la dicotomia tra oppressione e assenza di regole presente nell’Ucraina contemporanea.


A rappresentare uno dei confini più tesi e drammatici del pianeta è l’opera del messicano Daniel Monroy Cuevas e il suo recente lavoro New Frontier, un viaggio tra i drive-in abbandonati nella frontiera tra il Messico e gli Stati Uniti, tra il romanticismo del cinema e l’impossibilità di tracciare un sistema di immagini e riferimenti permanenti. Il lavoro contrappone così due aspetti: il margine della proiezione dello schermo e la frontiera fisica dei due Paesi.

Biglietti acquistabili su Ticketone e Mailticket, con prevendita.
Prezzi:
12 Euro: biglietto giornaliero
40 Euro: carnet Festival 4 giorni